Usa affossano alleato Turchia: crolla la lira per tensioni con Trump
INSTABUL (WSI) – Crollo nottetempo della lira turca che perde il 6% contro il dollaro. Un tonfo che però non ha contagiato i mercati emergenti e stamani gran parte delle perdite sono state recuperate.
Il tutto è accaduto dopo che il governo di Ankara ha annunciato la sospensione dei visti di ingresso per i cittadini americani, reagendo così allo stesso modo all’annuncio di Trump nei giorni scorsi a seguito dell’arresto in Turchia di un uomo che lavorava alle dipendenze del consolato americano, con l’accusa di avere collaborato al tentato golpe del luglio 2016.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo