Fed: Casa Bianca, resa nota lista candidati per dopo Yellen, dollaro giù
WASHINGTON (WSI) – Il presidente Donald Trump ha ricevuto una lista con i quattro candidati possibili per sedersi sulla poltrona di capo della Federal reserve. Il mandato di Janet Yellen è in scadenza a febbraio, anche se il tycoon starebbe valutando una sua possibile riconferma. Fonti vicine alla Casa Bianca hanno sottolineato che il presidente non ha intenzione di intervistare l’ economista Glenn Hubbard e il presidente statunitense di Bancorp Richard Davis, entrambi proposti in precedenza come possibili candidati alla successione di Yellen.
L’indice del dollaro e i rendimenti dei Treasuries decennali hanno ripiegato dai massimi toccati di recente dopo che il capo della Casa Bianca ha ricevuto una lista dei quattro banchieri candidati alla successione di Yellen. Tra loro è presente la stessa Yellen e l’ex membro del bracco di politica monetaria Kevin Warsh, che ha idee molto critiche nei confronti delle misure ultra accomodanti varate negli ultimi anni dalla banca centrale, la quale secondo lui è diventata “schiava dei mercati“. Ci sono anche elementi con una visione più accomodante, però, e questo sta influendo negativamente sul dollaro, come l’attuale governatore Jerome Powell, che ha sempre seguito la linea del presidente in carica Yellen. Da qualche indiscrezione sembra lui il favorito di Trump, ma secondo Bloomberg invece nessuno, nemmeno il consigliere economico della Casa Bianca Gary Cohn, è in pole position. Questo, unito alle difficoltà politiche legate al piano di tagli alle tasse, sta facendo arretrare il dollaro.
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Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.