Fed, momento storico: da ottobre parte la riduzione del bilancio ‘monstre’
È un giorno storico: quasi nove anni dopo aver annunciato l’avvio del piano di acquisto di Bond, mutui e altri asset per salvare il mondo dalla più grande crisi finanziaria dal Dopoguerra, la Fed ha deciso di ridurre il suo bilancio gigantesco. Il 24 ottobre aveva messo ufficialmente fine al suo terzo programma di stimolo monetario straordinario (QE 3), pur continuando a reinvestire il ricavato e mantenere un bilancio su cifre astronomiche pari a $4.500 miliardi. Oggi Janet Yellen ha annunciato che il bilancio tornerà gradualmente alla normalità, con gli investimenti che da ottobre saranno ridotti per poi interrompersi del tutto.
L’uragano Harvey non avrà un grande impatto sull’economia e pertanto le stime non dovrebbero essere alterate di molto. Il mercato del lavoro intanto si sta rafforzando e l’attività economica sta moderatamente migliorando. La Fed ha inoltre deciso di mantenere con un voto all’unanimità i tassi di interesse invariati all’1-1,25% e continua a prevedere un nuovo rialzo del costo del denaro entro fine anno e tre altri rialzi dei tassi nel 2018. La Fed sostiene che i rischi che le stime economiche vengano riviste al ribasso o al rialzo sono equilibrati. Quattro membri del board non vedono altri rialzi dei tassi quest’anno, un numero invariato rispetto a giugno (12 su 16 prevedono invece un’altra stretta monetaria, mentre i mercati vi danno appena il 50% di chance).
Questi indicati di seguito sono gli attivi in scadenza che non verranno più reinvestiti dalla Fed:

Breaking news
Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.