Siria, Usa falsificano documenti per armare ribelli anti-Isis (2,2 miliardi)
Un flusso di armi finalizzato a dare manforte ai gruppi anti-Isis attivi in Siria: proviene dall’Europa dell’Est ed è a spese del Pentagono. Lo ha documentato il gruppo di giornalisti indipendente Balkaninsight. Dal 2015 sarebbero 700 i milioni di dollari destinati ai ribelli, secondo le stime. I dati, che provengono dai database pubblici federali, prevedono una spesa che al 2022 potrebbe toccare 2,2 miliardi di dollari. L’acquisto delle armi, secondo quanto scrivono i reporter, non viene direttamente indicato come destinato all’uso da parte dei ribelli siriani. Il Pentagono a replicato che il trasferimento delle armi destinate all’esercito Usa ai gruppi anti-Isis fa parte del “programma di sicurezza”.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo