Usa, scorte all’ingrosso cresciute un po’ più delle attese a luglio
Le scorte all’ingrosso sono cresciute in luglio negli Stati Uniti. Si tratta della lettura preliminare, la quale ha evidenziato un incremento dello 0,4% sul mese di giugno. Allora le scorte all’ingrosso erano aumentate dello 0,7%. Gli analisti si aspettavano un rialzo leggermente più contenuto delle scorte all’ingrosso, del +0,3%.
Un altro dato pubblicato in giornata, che misura il saldo tra il valore delle merci esportate e di quelle importate, ha mostrato un peggioramento del deficit delle attività commerciali: La bilancia import export ha segnato in luglio un passivo dell’ordine di 65,1 miliardi di dollari. Il dato precedente era stato di un rosso pari a -64,08 miliardi. Gli analisti avevano stimato un livello di -64,5 miliardi.
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Ieri la società ha annunciato di essersi aggiudicata un nuovo contratto onshore per il progetto Uthmaniyah Gas Compression Plant in Arabia Saudita
Wall Street apre in positivo, ignorando le tensioni tra Stati Uniti e Iran e i dati sull’inflazione all’ingrosso. Le minacce di Trump verso l’Iran non scoraggiano i mercati, mentre i dati sull’inflazione superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano guadagni, mentre il prezzo del petrolio WTI sale leggermente.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle tensioni tra USA e Iran e delle vendite nel settore tecnologico. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende per la settima sessione consecutiva. Alibaba e altre piattaforme tecnologiche sono sotto esame per pubblicità ingannevoli legate al Festival dello shopping ‘618’.
La Borsa di Tokyo ha chiuso piatta dopo una sessione mattutina volatile, segnata dalle tensioni tra Usa e Iran e dall’aumento dei prezzi del petrolio. L’indice Nikkei ha recuperato, chiudendo in lieve rialzo, mentre il Topix ha registrato una leggera flessione.