Usa, produttività supera le stime. Il costo del lavoro cresce meno del previsto
La produttività negli Usa nel secondo trimestre batte le previsioni. Il rapporto ottenuto dividendo la produzione per il numero di ore lavorate è aumentato del +0,9% rispetto ai tre mesi precedenti. Il costo unitario del lavoro, un dato che rappresenta un termometro delle pressioni inflazionistiche, si ferma invece al +0,6% mentre gli analisti si aspettavano una crescita dell’1%. L’output è cresciuto del 3,4% rispetto al primo trimestre e le ore lavorate sono aumentate del 2,5%. Lo dicono i dati diffusi dal Dipartimento del Lavoro.
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Ieri la società ha annunciato di essersi aggiudicata un nuovo contratto onshore per il progetto Uthmaniyah Gas Compression Plant in Arabia Saudita
Wall Street apre in positivo, ignorando le tensioni tra Stati Uniti e Iran e i dati sull’inflazione all’ingrosso. Le minacce di Trump verso l’Iran non scoraggiano i mercati, mentre i dati sull’inflazione superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano guadagni, mentre il prezzo del petrolio WTI sale leggermente.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle tensioni tra USA e Iran e delle vendite nel settore tecnologico. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende per la settima sessione consecutiva. Alibaba e altre piattaforme tecnologiche sono sotto esame per pubblicità ingannevoli legate al Festival dello shopping ‘618’.
La Borsa di Tokyo ha chiuso piatta dopo una sessione mattutina volatile, segnata dalle tensioni tra Usa e Iran e dall’aumento dei prezzi del petrolio. L’indice Nikkei ha recuperato, chiudendo in lieve rialzo, mentre il Topix ha registrato una leggera flessione.