Usa, ordini alle fabbriche in calo per il secondo mese di fila
In maggio gli ordini all’industria sono scesi per il secondo mese consecutivo negli Stati Uniti. La domanda registrata dalle fabbriche americane è calata dello 0,8% due mesi fa per il ribasso mensile più accentuato da novembre 2016.
Lo riporta il Dipartimento del Commercio Usa, secondo cui, escludendo la componente volatile del settore dei trasporti, gli ordini si sono contratti dello 0,3%. La domanda di aerei per uso civile è calata dell’11,6% dopo il -12,2% di aprile.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo