Scatto dell’euro dopo le parole di Draghi e Yellen
L’euro accelera stamattina sui mercati valutari, portandosi a 1,1374 dollari, un livello che equivale ai massimi dal marzo del 2016. I fattori all’origine della corsa sono due: da un lato aiutano le dichiarazioni di Mario Draghi. Ieri il presidente della Bce ha parlato di una crescita dell’Eurozona superiore al trend e di un’inflazione che tornerà a salire. Segno che la politica di accomodamento monetario straordinario arriverà presto anche se gradualmente al capolinea.
Dall’altro lato un impatto lo hanno anche le parole “non dette” di Janet Yellen. Dalla presidente della Fed Forum di Sintra il mercato si aspettava un atteggiamento più da falco, invece l’approccio è sembrato più da colomba rispetto alla futura dinamica dei tassi di interesse guida.
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.