Usa, sussidi di disoccupazione: quelli continuativi ai minimi da fine 1988
Il numero di americani che ha fatto una nuova richiesta di sussidio di disoccupazione è calato di due mila unità la settimana scorsa, conclusasi il 6 maggio, a quota 236 mila. Le attese erano per un aumento a 245 mila unità. I sussidi continuativi di disoccupazione sono invece scesi ai minimi da novembre 1988 durante la settimana precedente. Attenzione però che la media a quattro settimane, considerata un metodo di misurazione più attendibile dello stato di salute del mercato del lavoro americano perché meno volatile dei report settimanali, è cresciuta di 500 domande di indennità di disoccupazione in area 243.500.
Sempre in Usa in aprile i prezzi alla produzione sono saliti dell 0,5% su base mensile mentre sono in rialzo del 2,5% negli ultimi dodici mesi: è la crescita più marcata da febbraio 2012. Sui mercati valutari il dollaro consolida i moderati progressi nei confronti di euro e sterlina, ma lo yen guadagna terreno sul biglietto verde. I future sui principali indici della Borsa Usa scambiano in ribasso dello 0,2-0,3% quando manca meno di un’ora al suono della campanella a Wall Street.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.