Pil Usa peggiore del previsto, dollaro paga dazio
L’economia americana ha registrato un’espansione dell’attività di tre decimi di punto percentuale inferiore alle attese a inizio 2017. Nel primo trimestre il Pil Usa è infatti cresciuto dello 0,7% e non dell’1% stimato. I dati hanno immediatamente avuto un impatto negativo sul dollaro e sull’azionario statunitense.
Gli ultimi tre mesi del 2016 si erano chiusi con un’espansione del Pil del 2,1% e l’anno scorso si era chiuso con un’attività in espansione dell’1,6%. Tuttavia i dati macro pubblicati sinora nei primi mesi del 2017 sono contrastanti e facevano presagire una possibile sorpresa negativa.

Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo