Lufthansa, titolo perde quota dopo un rosso più pesante del previsto
Il titolo della compagnia aerea tedesca Lufthansa, che pare sia interessata a rilevare Alitalia e salvarla dal baratro, scende di altitudine dopo un risultato in rosso: la perdita netta è stata più ampia delle previsioni nel primo trimestre. Il gruppo, madre anche delle compagnie satelliti Eurowings, Swiss, Brussels Airlines e Austrian Airlines, ha subito una perdita netta di 68 milioni di euro i primi tre mesi dell’anno, una performance fiacca dopo gli 8 milioni di euro del primo trimestre dell’anno prima. A Francoforte al momento il titolo cede lo 0,7% a 16,62 euro.
Gli analisti interpellati dal gruppo di servizi finanziari Factset si aspettavano un rosso di 56 milioni. Malgrado il risultato deludente della bottom line, la compagnia Lufthansa si è detta comunque soddisfatta per essere tornata in vedere sul fronte operativo. Aiutato da un miglioramento dei costi e dal consolidamento nei suoi conti della compagnia belga Brussels Airlines, acquistata a fine 2016, il gruppo tedesco ha registrato infatti un utile operativo pre tasse (Ebit) adjusted di 25 milioni di euro dopo i -53 milioni registrasti nel primo trimestre del 2016.

Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.