Bankitalia, costruzioni: incerte le prospettive per il 2017
ROMA (WSI) – Prevalgono ancora giudizi di peggioramento nell’industria in senso stretto e tra le imprese di costruzione dedite all’edilizia non residenziale secondo quanto emerge dal report sulle aspettative di inflazione e crescita diffusa da Banca d’Italia.
Nel report si legge come il saldo tra aspettative di miglioramento e peggioramento delle proprie condizioni è cresciuto nell’industria in senso stretto e, pur restando negativo, nel comparto edile, mentre si è stabilizzato su valori positivi nei servizi. In linea con quanto registrato dall’inizio del 2014, le aspettative delle imprese sulle proprie condizioni economiche sono frenate soprattutto dall’incertezza; sono invece sospinte prevalentemente dalle migliori prospettive della domanda e, nell’edilizia, dall’andamento della produzione.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play