Fed alza i tassi di interesse di 25 punti base: un solo dissidente
Come ampiamente previsto dal mercato la Federal Reserve ha alzato i tassi di interesse di 25 punti base allo 0,75-1%. Del board di politica monetaria solo l’esponente Kashkari ha dissentito. È la prima volta dal 2006 che la banca centrale americana impone una duplice stretta monetaria in tre mesi. La banca centrale ha fatto notare che l’inflazione è vicina all’obiettivo “simmetrico” e che il mercato del lavoro si sta rafforzando. I dati sulle assunzioni sono stati definiti “solidi”. Il problema riguarda piuttosto i salari orari e quanto questa persistente debolezza del trend potrebbe influire sui consumi, ma il comitato di politica monetarie sembra voler soprassedere e concentrarsi su altri dati macro. Il tasso di disoccupazione è visto al 4,7% e non più al 4,8% come previsto a dicembre, mentre “l’attività economica ha continuato a espandersi a un ritmo moderato”.
La Fed vede tre o più rialzi dei tassi quest’anno. I future sui Fed Funds prezzano solo un altro rialzo dei tassi quest’anno, a settembre 2017, ma alcuni analisti come quelli di JOP Morgan e Mohamed El-Erian di Allianz puntano su almeno 3-4 strette monetarie. Al momento sui mercati l’indice S&P 500 guadagna terreno, prendendo slancio. Prima della decisione faceva +0,35% ora fa +0,66%. Il rendimento del decennale del Tesoro scambia in calo di 3 punti base al 2,57%, mentre quello a 2 anni rende l’1,33% (meno 4 punti base) e quello sul cinque anni perde 9 punti base al 2,51%. Sul valutario il dollaro Usa perde lo 0,34% contro un paniere di valute rivali.
Lo schermo dei dot plot della Fed, cruciale per stabilire le prossime strategie di politica monetaria della Fed, somiglia molto a quello di dicembre. Si tratta delle proiezioni dei 16 membri del FOMC e aiuta a comprendere cosa pensa la Fed della situazione futura. Nel dettaglio rappresentano dove gli esponenti del board ritengono che i tassi guida debbano essere alla fine dell’anno solare e alla lunga.

Breaking news
La Borsa di Tokyo ha registrato un aumento dello 0,46%, trainata dai titoli del settore chip e semiconduttori. Alphabet ha rivisto al rialzo le previsioni di spesa in conto capitale, alimentando l’ottimismo per la domanda di hardware per l’intelligenza artificiale. Anche la debolezza dello yen ha favorito gli scambi.
UniCredit archivia la prima metà del 2026 con numeri record, confermando la solida traiettoria di crescita del Gruppo. Il primo semestre si è chiuso con un utile netto di 6,1 miliardi di euro, in aumento del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente
Tesla ha registrato un calo dei profitti nonostante un trimestre forte per il suo business automobilistico, a causa dell’aumento delle spese per l’intelligenza artificiale e i robot. La spesa è salita a 5,8 miliardi di dollari nel secondo trimestre, provocando la prima perdita di cassa in due anni. Le azioni Tesla sono scese del 4,2% nel trading after-hours a New York.
Alphabet Inc. ha incrementato le sue previsioni di spesa in conto capitale per il 2023 fino a 205 miliardi di dollari, alimentando le preoccupazioni degli investitori sulla disciplina fiscale nella corsa all’intelligenza artificiale. Il focus è sulla crescita del cloud, ma restano interrogativi sui ritorni degli investimenti.