Cina: prezzi produzione industriale ai massimi da circa 9 anni
PECHINO (WSI) – Ai massimi da settembre 2008, quindi otto anni e mezzo, l’indice dei prezzi alla produzione in Cina che nel mese di marzo è in aumento del 7,8%. A renderlo noto l’Ufficio Nazionale di Statistica cinese che rivela così il sesto aumento consecutivo mensile.
A trainare il rialzo i tagli decisi dal governo di Pechino per la sovrapproduzione industriale. Cresce dello 0,8% contro le attese dell’1,7% invece l’inflazione e questo a causa dell’abbassamento dei prezzi dei generi alimentari dopo le festività legate al capodanno lunare.
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Nel primo trimestre del 2026, il costo orario del lavoro nell’area euro è cresciuto del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come riportato da Eurostat. Questo incremento, inferiore rispetto ai trimestri precedenti, è suddiviso tra un aumento del 3,4% nei salari e stipendi e un 2,9% nei costi non salariali.
La Borsa di Tokyo ha visto il suo indice Nikkei superare per la prima volta i 70.000 punti, grazie a un clima di ottimismo generato dalla decisione della Banca del Giappone di aumentare il tasso di riferimento. Tuttavia, l’indice ha chiuso a 69.404,50 punti, segnando un leggero rialzo dello 0,13%.
Annunciato un piano di investimenti da un miliardo di dollari in Italia nei prossimi cinque anni
Il rallentamento della spesa dei consumatori e degli investimenti in Cina ha raggiunto livelli mai visti dalla pandemia, con un calo delle vendite al dettaglio dello 0,6% rispetto all’anno precedente. Nonostante una crescita nella produzione industriale del 4,5%, trainata dalle esportazioni e dai settori tecnologici, la debole domanda interna minaccia un ulteriore rallentamento economico.