Arabia Saudita vuole greggio a $60 al barile
L’Arabia Saudita vuole che, nel corso del 2017, il prezzo del petrolio di attesti intorno ai 60 dollari al barile. Lo dicono fonti interno all’Opec, sentite dall’agenzia Reuters. Un livello che, secondo il cartello dei paesi produttori e esportatori di greggio, incoraggerebbe gli investimenti in nuovi campi.
L’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio, la Russia e gli altri produttori si sono impegnati l’anno scorso a tagliare la produzione di circa 1,8 milioni di barili al giorno (bpd) dal primo gennaio. Si tratta del primo taglio in otto anni è destinato a migliorare i prezzi e sbarazzarsi di una fornitura eccesso.
Reduce da una settimana in rialzo dell’1,1%, il petrolio continua a guadagnare terreno seppur con molta cautela. Ieri il contratto ad aprile al Nymex ha aggiunto lo 0,1% a 54,05 dollari al barile, sotto i massimi intraday pari a 54,61 dollari
Breaking news
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.
La Borsa di Tokyo ha registrato un calo, influenzata dalle tensioni in Medio Oriente e dalle previsioni deludenti di Broadcom. Il settore tecnologico, in particolare i titoli dei chip, ha subito una forte pressione, trascinando l’indice Nikkei in ribasso. Gli investitori mostrano cautela riguardo alla stabilità del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Dati economici misti sul Giappone aggiungono ulteriori incertezze sul mercato.
Consob ha approvato la pubblicazione del prospetto di follow-on relativo all’offerta e all’ammissione alle negoziazioni sul mercato regolamentato Euronext Milan di azioni ordinarie di nuova emissione di Trevifin rivenienti da un aumento di capitale in opzione
Petrolio fiacco in avvio di giornata. Nonostante via siano pochi segnali di progresso nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, il mercato petrolifero continua a essere influenzato dalle aspettative di un accordo imminente