Australia, è giunto il momento di iniziare a preoccuparsi sul serio
In Australia è ora di incominciare a preoccuparsi per lo stato di salute dell’economia e del mercato immobiliare. Il debito dei privati è balzato al 187% del reddito, con il totale che è aumentato notevolmente e progressivamente dagli Anni 90: il rialzo è del 70% circa da allora.
Il tasso di disoccupazione è cresciuto per il secondo mese di fila a dicembre, portandosi al 5,8%, una cifra ancora bassa se confrontata con gli standard cui è abituata l’Europa nel periodo post crisi finanziaria, ma pur sempre preoccupante, specialmente se si tiene conto che l’indice di sotto occupazione – ossia il numero di australiani che vorrebbe lavorare di più ma non può – è vicino ai massimi di tutti i tempi. Senza contare poi che la crescita dei salari è tra i livelli più bassi di sempre.
Il problema più grosso dell’Australia però non riguarda l’occupazione bensì il mercato immobiliare, una bolla che non ha pari nel resto del mondo. Per lo meno in alcune parti del paese, i prezzi sono sottoposti a intense pressioni e il rischio è che il trend si espanda a macchia d’olio in tutta l’Australia.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.