Davos, presidente Cina: “globalizzazione non è colpevole per problemi del mondo”
Viste le montanti tensioni tra Cina e Stati Uniti dopo l’elezione di Donald Trump, la cui agenda politica è di stampo protezionista, a Davos le attenzioni sono tutte sull’intervento del presidente cinese, secondo il quale “viviamo in un mondo pieno di contraddizioni”. Xi Jinping ha detto che “la crisi finanziaria internazionale è stata il risultato dell’eccessiva smania di profitti e non della globalizzazione. Molti dei problemi che assillano il mondo non sono causati dalla globalizzazione economica” e nel suo intervento il protezionismo, cui bisogna difendersi, viene paragonato all’azione di chiudersi una stanza oscura.
La presenza di Xi, che ha citato tra i fattori di crisi le onde migratorie di rifugiati provenienti da Medioriente e Africa, ha una valenza storica: è la prima volta che un leader della Cina partecipa al World Economic Forum. “Sono la guerra, i conflitti e le turbolenze regionali ad aver provocato i problemi e la soluzione è fare pace, promuovere la riconciliazione e ritrovare la stabilità”. Anche i movimenti populisti rischiano di provocare un periodo di guerra e povertà.
L’economia globale attraversa un periodo di transizione, secondo Xi, con la globalizzazione che ha creato indubbiamente nuovi problemi. Tuttavia questo non deve servire da giustificazione e il mondo si deve adattare ai nuovi sviluppi per trarne beneficio. “Il ruolo dei motori tradizionali della crescita si sta indebolendo sempre più. La crescita economica globale è la più bassa degli ultimi sette anni e quella del libero commercio mondiale è su livelli ancora più bassi”.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.