Vivendi e Mediaset verso lo scontro, Bolloré nega di voler effettuare scalata ostile
Dopo essere salita al 20% del capitale, dietro solo alla famiglia Berlusconi, Vivendi ha negato di voler effettuare una scalata ostile su Mediaset. Vincent Bolloré, che guida il gruppo media francese, ha fatto sapere a un quotidiano italiano che la scalata non è ostile.
Il magnate francese ha giustificato la sua operazione dicendo che Vivendi ha un “interesse a lungo termine” in Mediaset. I titoli del gruppo italiano guadagnato quasi il 2,6% in avvio di seduta a Milano: è la prova migliore del listino delle blue chip finora.
Secondo Il Sole24ore non vi sarà alcun accordo con Vivendi, altrimenti si rischierebbe il lancio di un’Opa per concerto. La famiglia non sarebbe compatta sul futuro della società e quindi Fininvest sarebbe in realtà interessata ad ottenere il prezzo più elevato possibile da Vivendi. Per aggirare i limiti antitrust (divieto di controllo di Telecom Italia e Mediaset) Vivendi venderebbe il controllo di Telecom Italia e Orange o Telefonica, mantenendo il controllo di Mediaset.
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Negli Stati Uniti, le richieste di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 13.000 unità nella settimana conclusa il 30 maggio, raggiungendo un totale di 225.000, superando le previsioni di 215.000. Il dato precedente è stato rivisto al ribasso da 215.000 a 212.000. Il numero totale di beneficiari è diminuito di 8.000, attestandosi a 1.777.000 nella settimana terminata il 23 maggio.
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Le Borse cinesi chiudono in negativo a causa delle crescenti tensioni commerciali con gli Stati Uniti e l’instabilità in Medio Oriente. L’indice Hang Seng e l’indice composito di Shanghai registrano perdite significative. L’amministrazione Trump annuncia nuovi dazi, colpendo anche la Cina.
La Borsa di Tokyo chiude in calo, influenzata dalle tensioni geopolitiche tra Iran e Usa e dagli attacchi in Kuwait. L’indice Nikkei scende dell’1,36%, mentre il Topix cala dell’1,11%. Softbank registra un forte ribasso a causa delle recenti dinamiche di mercato.