Governo Gentiloni ottiene fiducia alla Camera, in un’aula semi vuota
Non inizia nel migliore dei modi l’avventura del governo Gentiloni. L’esecutivo che succede al governo Renzi e che nei suoi membri di governo è quasi una fotocopia ha passato il test dell’aula parlamentare con 368 voti a favore e 105 contrari, ma l’aula era semivuota per via delle defezioni – annucniate – di alcuni partiti all’Opposizione (M5S, Lega Nord) e di ALA, il gruppo parlamentare di Denis Verdini e Enrico Zanetti che è stato ignorato nella nomina dei nuovi ministri.
Domani è la volta del voto di fiducia al Senato, dove la votazione si fa più interessante. A Palazzo Madama, infatti, la maggioranza parlamentare di cui dispone il governo Gentiloni per incassare la fiducia è molto più rosicata.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo