Istat, produzione industriale al palo. Ma su base annua vola quella di auto
Nel mese di ottobre la produzione industriale italiana è rimasta al palo su base mensile, assistendo invece su base annua a una crescita dell’1,3%. E’ quanto risulta dalle rilevazioni dell’Ostat che indica che nei primi mesi dell’anno la crescita del dato è stata pari a +1,1%.
Il dato di ottobre è stato sostenuto dalla produzione di energia (balzata di ben +6,4% su base annua, a fronte di un +2,1% su base mensile) e da quella di beni strumentali (+0,5% su base mensile, +2% su base annua).
La produzione di beni intermedi è rimasta praticamente piatta, con una variazione pari a +0,1% sia su base mensile che su base annua, mentre quella di beni di consumo è scesa su base mensile dello 0,9%, con una variazione a zero su base annua.
Molto buoni i dati relativi alla produzione di auto: il rialzo è stato a ottobre del 3,1% su base annua e +8,4% -sempre su base annua – nei primi dieci mesi dell’anno.
Nei primi dieci mesi del 2016 è aumentata dell’8,4%. Lo ha reso noto l’Istat.
Per quanto riguarda i settori di attività economica, a ottobre 2016 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono la fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+9,5%), la produzione di prodotti e preparati farmaceutici (+6,3%) e l’attività estrattiva (+3,4%). I calo maggiori hanno colpito i settori della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-7,1%), dell’industria del legno, della carta e stampa (-4,2%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-4,0%).
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I mercati dell’oro e dell’argento registrano un significativo rialzo, con l’oro spot che guadagna il 2,3% e l’argento spot che sale del 3,4%. Questo aumento è dovuto al rinnovato appetito per il rischio, seguito dall’accordo tra Stati Uniti e Iran e dalla prospettiva di riapertura dello Stretto di Hormuz.
La Borsa di Tokyo ha registrato un aumento del 5%, segnando un massimo storico, in seguito all’accordo tra Stati Uniti e Iran che pone fine alla guerra in Medio Oriente. Il Nikkei ha chiuso a 69.317,50 punti, con un incremento del 4,99%. I settori dell’elettronica e delle costruzioni hanno mostrato significativi guadagni, con Murata Manufacturing, Kioxia Holdings e Taisei in evidenza.
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