Olanda minaccia di bloccare accordo Ucraina-Ue su sicurezza e commercio
L’Olanda ha ricordato agli altri leader Ue che bisogna trovare un accordo sul commercio e la sicurezza con l’Ucraina la prossima settimana, altrimenti il paese non lo ratificherà. Il primo ministro Rutte ha detto al Financial Times che deve tornare in patria dal Summit Ue di Bruxelles con una dichiarazione “legalmente vincolante” in tasca che specifichi come l’intesa con il paese dell’ex blocco dell’Unione Sovietica non porti automaticamente all’ingresso di Kiev nell’Ue. Un’altra richiesta è che l’esercito dell’Olanda non sia coinvolto nella guerra civile dell’Est dell’Ucraina, dove i ribelli filo russi si battono per l’indipendenza contro le forze governative pro europee.
“Se non otteniamo quello che chiediamo, porteremo una legge in parlamento il giorno successivo, in cui si stabilirà che l’Olanda non ratificherà l’accordo” con l’Ucraina sulla sicurezza e sul commercio. Le richieste olandesi di aggiungere una dichiarazione al trattato, che Rutte e altri leader Ue hanno firmato a marzo 2014 e che è stata ratificata da tutti gli Stati membri, nascono dall’esito di un referendum di aprile, che è stato indetto su richiesta dei cittadini. In Olanda è in vigore una legge che dà il diritto di voto al popolo su tutte le leggi approvate dal parlamento, previa la raccolta di firme necessarie per indire un referendum su un determinato tema.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo