Starbucks: titolo sotto pressione, sconta ‘secondo’ addio AD Schultz
A Wall Street si mette in evidenza il calo del titolo Starbucks, che sconta la notizia relativa alle dimissioni del co-fondatore Howard Schultz dalla carica di amministratore delegato. Il suo posto sarà preso dall’attuale direttore Kevin Johnson. Schultz ha motivato la sua decisione con il desiderio di dedicarsi a caffetterie di fascia alta, lanciando punti vendita ultra-premium Reserve e promuovendo le Roastery and Tasting Rooms in tutto il mondo (sempre facenti parte del marchio Starbucks).
Delle dimissioni si sapeva già dallo scorso luglio: ma ciò non ha impedito al titolo Starbucks di segnare un calo -4% a $56,18 nelle contrattazioni afterhours della sessione di giovedì. Gli investitori ricordano bene la fase ribassista che seguì alle “prime” dimissioni di Schultz nel 2000 dalla carica di ceo. Schultz tornò poi a dirigere la società nel 2008.
In premercato, le quotazioni di Starbucks cedono oltre il 3%. Schultz rimarrà presidente esecutivo.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.