Case, indice dei prezzi Usa sale ai massimi di sempre
Forte di un nuovo miglioramento mensile rispetto al risultato dell’anno prima, l’indice Case Shiller dei prezzi delle case ha raggiunto i nuovi massimi di sempre a settembre negli Stati Uniti, superando il precedente record di luglio 2006. Offerta scarsa e domanda in aumento sono i due fattori macro che hanno contribuito al balzo del 5,5% su base annuale dell’indice. In agosto il rialzo sul 2015 era stato del 5,1%.
L’indice delle 20 città  maggiori degli Stati Uniti ha registrato un incremento del 5,1%, variazione identica a quella vista in agosto. Il nuovo record segna una svolta, secondo David Blitzer, direttore generale e presidente della commissione dell’Indice presso S&P Dow Jones Indices, dalla ripresa dell’immobiliare a un nuovo avanzamento del settore. I margini ci sono: le città che hanno visto i boom maggiori di prezzo delle case (Miami, Tampa, Phoenix e Las Vegas) sono ancora sotto i massimi di tutti i tempi.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo