Piazza Affari: Azimut, titolo +6%. In arrivo super cedola dopo ok Bankitalia a SGR
Corre sull’indice Ftse Mib di Piazza Affari il titolo Azimut. Gli investitori guardano con favore alla super cedola che arriverà a seguito della trasformazione in SGR. Trasformazione che ha ricevuto, come recita il comunicato, il via libera di Bankitalia”. Azimut balza +5,90% a 15,08 euro.
Con riferimento al processo di riorganizzazione che include la trasformazione di imprese di investimento in SGR, si informa che in data odierna il Gruppo ha ricevuto la cancellazione da parte di Banca d’Italia del Gruppo Azimut dall’albo di SIM. Di conseguenza, come già approvato dall’Assemblea dei soci, il restante €1,0 di dividendo per azione pari a ca. € 133 milioni, verrà corrisposto con pagamento a partire dal 23 novembre 2016*, data stacco cedola 21 novembre 2016 e record date 22 novembre 2016. Si ricorda che per effetto di tale cancellazione e conseguente uscita dalla CRD IV, il patrimonio di vigilanza si calcolerà solo su base individuale a livello delle SGR e della compagnia di assicurazione, con conseguente liberazione di gran parte del patrimonio, che sarà pienamente disponibile per creare valore per gli azionisti tramite acquisizioni, piani di buyback e adeguati dividendi nei prossimi anni.
Pietro Giuliani, Presidente di Azimut Holding, commenta:
“Siamo molto felici di aver concluso positivamente tutti i passaggi del processo di riorganizzazione del Gruppo. Grazie a quest’ultima autorizzazione e la conseguente liberazione di gran parte del patrimonio potremo finalmente distribuire il restante 1 euro di dividendo entro la fine del mese di novembre e continuare a creare valore per gli azionisti anche tramite piani di buyback, acquisizioni e dividendi nei prossimi anni.”
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.