Spread destinato a restare su livelli elevati, ma nella fascia 120-150 punti basi
NEW YORK (WSI) -Lo spread tra Btp a 10 anni e bund di analoga durata e’ destinato a restare su livelli elevati ma potrebbe comunque rientrare nella fascia di oscillazione compresa tra i 120 e i 150 punti base. La pensa così il 45% dei 124 operatori Assiom Forex che hanno partecipato al sondaggio di ottobre condotto in collaborazione con il Sole 24 Ore Radiocor Plus.
Secondo quanto riferisce Radiocor:
A settembre questa percentuale era al 42%. Sale sensibilmente anche il numero di quanti ritengono che lo sforamento di quota 150 punti (oggi lo spread e’ a sopra i 160 punti) sia destinato a diventare una costante anche nei prossimi mesi: e’ infatti salita dal 4 al 12 la percentuale di quanti non ritengono plausibile un restringimento del differenziale alla luce della situazione di incertezza generata dall’esito del referendum costituzionale di dicembre e della prolungata fase di debolezza dell’economia nazionale. Cala di conseguenza al 38% dal 43% di settembre il numero di quanti ipotizzano un ritorno fra i 100 e i 125 punti base mentre la quota di super-ottimisti, che addirittura vedono un ritorno sotto quota 100, scende al 5% dal 9%.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.