Mercati, in Asia è il caos: Hong Kong sospende trading, terremoto in Giappone
In Asia una serie di disastri naturali ha gettato nel caos i mercati finanziari. A Hong Kong le attività di trading sui mercati sono state addirittura sospese per via del passaggio di un tifone, che ha fatto feriti e distrutto edifici nelle Filippine, mentre il Giappone è stato colpito da un terremoto che però dalle prime informazioni a disposizione sembra non abbia fatto feriti.
In Cina intanto i mercati azionari scivolano (Shanghai -0,3% al momento e Shenzen composito -0,93%) dopo che i dati governativi hanno mostrato che i prezzi delle case sono cresciuti, alimentando le preoccupazioni circa la formazione di una bolla immobiliare. Il rialzo di settembre è stato il più alto di sempre. Secondo i calcoli di Reuters il mese scorso i prezzi sono aumentati dell’11,2% su base annuale nelle 70 città principali della Cina.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.