Sarà un tribunale, non il governo britannico, a decidere tempi Brexit
Un tribunale britannico deciderà in settimana quando l’articolo 50 potrà essere fatto scattare e dare il via ufficiale alla Brexit. Il premier Theresa May ha annunciato che l’iter che porterà all’abbandono dell’Unione Europea da parte di Londra inizierà a marzo dell’anno prossimo. Il consulente legale del primo ministro, Jeremy Wright, cercherà di convincere il giudice che May ha il diritto di prendere decisioni in questi termini e che il governo può fare scattare l’articolo del Trattato di Lisbona senza l’approvazione del parlamento.
La Camera dei Comuni (la Camera bassa) e quella dei Lord (l’equivalente del Senato) erano entrambe a grande maggioranza schierate a favore del mantenimento dello status quo e quindi contro la Brexit. Il processo, le cui udienze sono in agenda per il 13 e il 17 ottobre, potrebbe ritardare o persino deragliare i piani del partito conservatore al governo. Sui mercati, il timore che si svolgano negoziati aspri tra le autorità europee e quelle britanniche per l’uscita del Regno Unito dal blocco a 28 continua a infliggere un duro colpo alla sterlina, che sin dalle prime battute sui mercati oggi ha continuato a perdere quota, scivolando ai minimi di 1,2280 dollari nella tarda mattinata.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play