Istat: pressione fiscale in calo al 42,3% nel secondo trimestre
Nel secondo trimestre dell’anno, la pressione fiscale è scesa al 42,3%, in calo di 0,4 punti percentuali su base annua. Lo ha comunicato l’Istat. E’ quanto risulta dai dati resi noti dall’ Istat.
Le entrate totali sono cresciute in termini tendenziali dello 0,8% e la loro incidenza sul Pil è stata del 47,2%, in flessione di 0,7 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre del 2015.
Nei primi due trimestri del 2016, l’incidenza delle entrate totali sul Pil è stata del 45%, inferiore di 0,6 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2015.
Le entrate correnti nel secondo trimestre 2016 sono aumentate in termini tendenziali dello 0,6%; in particolare, sono salite le imposte dirette (+1,4%), le imposte indirette (+0,3%) e i contributi sociali (+1,0%), insieme al calo delle altre entrate correnti (-1,6%). Una forte crescita ha interessato le entrate in conto capitale (+35,9%).
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.