Zanetti: nel 2017 pressione fiscale sotto il 41,5%
ROMA (WSI) – La pressione fiscale è stata ridotta al 42,1% nel 2016 enel 2017 sarà sotto il 41,5%. A dirlo Enrico Zanetti, viceministro dell’economia.
“La nota di aggiornamento del Def conferma che anno su anno stiamo riducendo la pressione fiscale e spazza via le menzogne di chi quotidianamente nega l’evidenza dei numeri. Nel 2013, la pressione fiscale era al 43,6%. Il nostro governo l’ha ridotta al 43,1% nel 2014, al 42,8% nel 2015 e al 42,1% nel 2016 (…) Con la neutralizzazione degli aumenti Iva previsti dalle clausole di salvaguardia per il prossimo anno, nel 2017 la pressione fiscale scenderà ampiamente sotto il 41,5%. Naturalmente è un percorso che deve continuare e continuerà, ma sia chiaro che già ora stiamo parlando di punti interi di Pil, non di zero virgola”.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.