Istat: sale surplus commerciale con paesi extra Ue
ROMA (WSI) – In aumento nel mese di agosto 2016 le importazioni e le esportazioni dell’Italia da e verso i paesi extra Ue. Rispettivamente la crescita è stata del 2,5% e dello 0,9%. A renderlo noto l’Istat, secondo cui il surplus commerciale è superiore a quello dello stesso mese del 2015.
A livello settoriale per l’export, l’unico calo rilevante è quello per le vendite di beni di consumo durevoli che scendono a 5,2%.
A trainare le esportazioni su base annua sono i beni strumentali (+17,1%), quelli di consumo non durevoli (+12,7%) e i beni intermedi (+11,9%). Calano invece esportazioni di energia (-20,2%) e di beni di consumo durevoli (-5,1%). In espansione le importazioni (+5,2%), mentre al netto della differenza nei giorni lavorativi (22 ad agosto 2016 rispetto a 21 ad agosto 2015) la dinamica di entrambi i flussi si conferma positiva: +7% per le esportazioni e +1,2% per le importazioni.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo