FinecoBank: raccolta netta in calo ad agosto
Raccolta in calo ad agosto per FinecoBank: il dato, fermo a 229 milioni risulta inferiore del 3% rispetto allo stesso mese del 2015; da inizio anno la raccolta è stata di 3,36 miliardi, in calo del 2%. La clientela acquisita da inizio anno risulta in crescita dell’8% al 31 agosto, con 1.096.200 clienti totali. “A fronte della stagionalità che tradizionalmente caratterizza il mese di agosto, la raccolta è proseguita con un trend del tutto positivo anche nel corso di questo mese”, ha commentato l’Ad Alessandro Foti, “un dato che conferma ancora una volta la capacità della banca di crescere per linee interne e della rete di Personal Financial Advisor di cogliere le esigenze finanziarie di una clientela sempre più sofisticata e attenta alla gestione dei propri risparmi”.
Il titolo FinecoBank procede dello 0,18% a Piazza Affari, scambiato a 5,41 euro.
Breaking news
Le borse cinesi aprono la settimana in negativo, seguendo il trend delle altre piazze asiatiche, dopo le tensioni geopolitiche tra Israele e Iran e i dati sul mercato del lavoro USA che influenzano i tassi di interesse. L’indice Hang Seng di Hong Kong perde l’1,22%, mentre Shanghai e Shenzhen registrano cali ancora più significativi.
NVIDIA ha annunciato una partnership pluriennale con SK hynix volta a promuovere memorie di nuova generazione per infrastrutture globali di intelligenza artificiale. L’accordo mira ad accelerare la progettazione e produzione di semiconduttori, sostenendo la crescita delle fabbriche di IA e l’espansione delle infrastrutture IA in tutto il mondo.
La Borsa di Tokyo e quella di Seul hanno subito significative perdite all’inizio della settimana a causa delle tensioni geopolitiche tra Israele e Iran e delle prese di profitto nel settore tecnologico e AI. L’indice Nikkei ha chiuso in calo del 3,85%, mentre il Kospi di Seul è sceso dell’8,29%.
Le tensioni tra Iran e Israele hanno portato a un aumento significativo del prezzo del petrolio, mettendo a rischio un fragile cessate il fuoco in Medio Oriente. I colloqui di pace sono in stallo, mentre le azioni militari continuano a intensificarsi.