Scontro di fuoco fra Vivendi e Mediaset su Premium
La giornata di ieri è stata segnata da un duro botta e risposta fra Vivendi e Mediaset, che insieme alla holding controllante Fininvest ha citato in Tribunale i francesi per il mancato rispetto del patto parasociale che avrebbe vincolato la società francese all’acquisizione del 100% Premium. Vivendi ha diffuso un comunicato velenoso in cui spiega che “per quanto Vivendi abbia terminato la procedura di prenotifica dell’operazione Premium presso la Commissione Ue, questa non accetterebbe di occuparsi formalmente del dossier fintanto che le parti discutono i loro punti di divergenza e in ogni caso il via libera della Commissione potrebbe non essere ottenuto prima del 30 settembre, data alla quale l’accordo decadrebbe”; non solo: “in base all’audit condotto da Deloitte e dalle nostre analisi sui conti di Mediaset Premium, le cifre fornite prima della firma (dell’accordo di cessione) non sono realistiche e posano su una base aumentata artificialmente”. Per cui la società transalpina si sente colpita dagli “attacchi mediatici dannosi per gli interessi e l’immagine di Vivendi quando c’erano ancora contatti in corso”.
Il Biscione non ha risparmiato una pronta replica: “I dati consegnati da Mediaset” su Premium “a Vivendi oltre un mese prima della firma sono veri, realistici e inconfutabili. Il contratto concluso l’8 aprile non è un preliminare, come vorrebbero far credere le argomentazioni improvvisate da Vivendi, ma un testo definitivo e irrevocabile firmato dall’amministratore delegato Arnaud De Puyfontaine”.
Breaking news
Banco Santander SA ha registrato un utile netto nel secondo trimestre che ha superato le stime degli analisti, continuando ad aggiungere milioni di clienti. La banca ha acquisito 12 milioni di clienti negli ultimi 12 mesi e prevede un riacquisto di azioni per circa 1,8 miliardi di euro. La presidente esecutiva Ana Botin ha dichiarato che Santander continuerà a investire in opportunità di crescita redditizia, puntando sull’intelligenza artificiale per raggiungere i suoi obiettivi di profitto.
Il presidente Donald Trump ha annunciato che i produttori di farmaci generici avranno due anni per trasferire la produzione negli Stati Uniti, altrimenti dal 2028 dovranno affrontare un dazio del 100% sulle importazioni. Questa misura potrebbe aumentare i costi per i produttori e causare un incremento dei prezzi e possibili carenze di trattamenti generici.
Il calo dei prezzi dei carburanti ha contribuito a ridurre l’inflazione nel Regno Unito al livello più basso da oltre un anno, offrendo un po’ di sollievo alle famiglie. Il nuovo Primo Ministro, Andy Burnham, ha promesso di affrontare il costo della vita. I prezzi al consumo sono aumentati del 2,6% nei 12 mesi fino a giugno, in calo rispetto al 2,8% del mese precedente.
A Wall Street, l’apertura è positiva con il petrolio Wti che sale del 2,31% a 85,15 dollari al barile. Gli investitori si concentrano sui risultati trimestrali delle aziende, con 3M e General Motors che superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano tutti aumenti, mentre l’87% delle società dello S&P 500 ha superato le previsioni sugli utili.