Rumor su Opec e Iran, petrolio inverte la rotta
Brusca virata in territorio positivo per i prezzi del petrolio dopo alcuni rumor riportati da Reuters, secondo cui l’Iran, terzo produttore dell’Opec, dopo aver incrementato la propria offerta dalla fine delle sanzioni, lo scorso gennaio, sarebbe ora pronto a fare la sua parte per sostenere i prezzi.
Impennata sia del Brent, che si è riavvicinato alla soglia dei $50, che del contratto WTI scambiato a New York.

Oggi il future sul Brent ha accelerato al ribasso fino a $48,70 circa, mentre il contratto WTI ha bucato anche quota $47, attestandosi a $46,82 al barile, sulla scia di alcuni report arrivati dagli analisti di banche come Goldman Sachs e Morgan Stanley.
Già ieri le quotazioni del greggio avevano subito dei ribassi sulla scorta dell’apprezzamento del dollaro statunitense (che tende a mostrare una relazione inversa con i prezzi del greggio in dollari). In più, c’è anche il timore di un rallentamento della domanda di petrolio dalla Cina.
Nel finale delle sessione dei mercati europei, tuttavia il petrolio ha recuperato terreno, sulla scia appunto delleindiscrezioni di Reuters.
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Negli Stati Uniti, le richieste di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 13.000 unità nella settimana conclusa il 30 maggio, raggiungendo un totale di 225.000, superando le previsioni di 215.000. Il dato precedente è stato rivisto al ribasso da 215.000 a 212.000. Il numero totale di beneficiari è diminuito di 8.000, attestandosi a 1.777.000 nella settimana terminata il 23 maggio.
Fincantieri, attraverso la controllata WASS Submarine Systems, ha firmato un Memorandum of Understanding con Magellan Aerospace Corporation per valutare nuove opportunitĂ di cooperazione industriale nel settore della difesa subacquea in Canada. L’intesa, siglata in occasione di CANSEC 2026 a Ottawa, punta a rafforzare le capacitĂ canadesi nel comparto underwater, con particolare attenzione ai siluri pesanti […]
Le Borse cinesi chiudono in negativo a causa delle crescenti tensioni commerciali con gli Stati Uniti e l’instabilitĂ in Medio Oriente. L’indice Hang Seng e l’indice composito di Shanghai registrano perdite significative. L’amministrazione Trump annuncia nuovi dazi, colpendo anche la Cina.