Sondaggi, Germania: Merkel rischia sconfitta, tallonata dagli euroscettici
I sondaggi sulle intenzioni di voto per il Land tedesco del Meclemburgo-Pomerania e della città-stato di Berlino (chiamate al voto rispettivamente fra due e quattro settimane) stanno mostrando segni di evidente difficoltà per i partiti tradizionali tedeschi, cristiano sociali della cancelliera Angela Merkel e i socialisti. Nell’ultima indagine dell’istituto Infratest Dimap per la rete tv Ndr emerge la crescente forza del partito euroscettico Alternativa per la Germania (Afd), saldamente terzo con il 19%.
In Meclemburgo-Pomerania il partito in testa resta quello del governatore uscente Erwin Sellering (Spd), con un 26% che però, mostra un calo di ben dieci punti rispetto al voto del 2011; la Cdu segue con il 23%. Ancora una volta, sembra che ad aver scompaginato gli equilibri sia il disagio percepito dalla popolazione nei confronti della crisi dei migranti.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo