Istat: cresce l’importanza dei dati economici per gli italiani
I principali dati economici, il prodotto interno lordo, l’inflazione e la disoccupazione, sono considerati importanti dalla stragrande maggioranza degli italiani, che, però, non ne tengono conto quando è davvero utile: per compier scelte di lavoro, acquisti e gestire il proprio risparmio. E’ questo quanto emerge dall’analisi di un focus dell’Istat che indica come nove maggiorenni su dieci reputino i grossi dati macro importanti, ma che solo l’81,4% dichiari di utilizzarli per le scelte di carattere economico. L’informazione economica in Italia non gode di grande fiducia: il 48,7% degli italiani la trova inaffidabile, è giudicata buona solo dall’11,6% del campione.
La preparazione sui dati migliora: sono in grado di rispondere sull’entità del Pil italiano il 71,8% degli intervistati contro il 63,7% del 2015, e cresce anche l’accuratezza delle risposte.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.