Aids: “In Italia il 30% dei malati è inconsapevole”
In Italia il 30% degli individui malati di Aids non ne è consapevole, lo ha detto Stefano Vella, direttore del Dipartimento del farmaco dell’Istituto Superiore di Sanità, in un’intervista al Corriere. In Italia “siamo messi bene sul lato delle cure, che sono garantite, mentre per esempio gli Stati Uniti fanno molti test ma poi c’è chi non può permettersi le terapie”, ha detto Vella, “però in Italia abbiamo ancora un 30% stimato di persone infette che non sanno di avere il virus. Dobbiamo facilitare i test e fare informazione per far capire che l’Aids è una malattia che c’è ancora ma si può curare”.
L’Aids, malattia che ogni anno stronca le vite di 1,2 milioni di persone, è stato contenuto con successo dall’Australia, ove nel 90% dei pazienti il virus è stato soppresso in modo da rendere gli individui infetti non più contagiosi. Australian Federation of Aids Organizations ha dunque comunicato che l’epidemia è debellata, un risultato che per la maggioranza dei Paesi, inclusa l’Italia, è ancora lontano.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo