Banche italiane e mercati: nuove perdite per Unicredit. Cosa sconta il titolo
Così commenta Filippo Diodovich, Market Strategist IG Italia, la seduta di Piazza Affari di lunedì, 11 luglio:
“Altra seduta positiva per i titoli del settore finanziario. Sul comparto, però, rimane altissima la speculazione in vista di probabili nuovi interventi del governo Renzi volti a ripianare la difficile situazione di alcuni istituti italiani. Nonostante i continui colloqui con Bruxelles, le misure, però, tardano ad arrivare e presto i mercati potrebbero tornare ad innervosirsi. La scadenza più importante è quella del 29 luglio, giorno in cui saranno pubblicati gli stress test dell’EBA. Non escludiamo che, in mancanza di qualche misura, le tensioni possano emergere già prima di quell’evento. Non segue il rimbalzo dei bancari Unicredit che perde quasi 3 punti percentuali. I timori sull’ingente aumento di capitale e le voci sulla possibile mancata megafusione tra Pioneer e Santander Asset Management hanno spinto le vendite sul gruppo italiano.
In ogni caso:
“Il problema delle banche che appariva solo italiano, negli ultimi giorni sembra aver assunto una dimensione più europea. Seppur con problemi differenti, i nomi che circolano tra i vari desk sono sempre gli stessi: Deutsche Bank e le Landesbank tedesche. La struttura dei ricavi particolarmente debole su cui poggia il sistema bancario europeo in una lunga era di tassi di interesse a livello zero e i problemi relativi ai non performing loans delle banche italiane sono elementi in grado di generare una grave crisi sistemica.Non crediamo che i rialzi delle ultime due sedute siano sintomo di un cambiamento del clima di fiducia degli investitori sul comparto. Riteniamo che, se le istituzioni europee e i governi nazionali dovessero continuare a temporeggiare senza trovare una soluzione definitiva, gli ordini di vendita torneranno a dominare sul mercato, con i recenti minimi che potrebbero essere nuovamente testati”.
Diodovich continua, commentando la nuova premiership britannica, con Theresa May che sostituirĂ David Cameron.
“La decisione di Andrea Leadsom di ritirarsi ha siglato la vittoria di Theresa May. La nomina del nuovo leader dei Tories sarà annunciata mercoledì sera quando David Cameron lascerà il proprio posto, ben prima della data prevista del 9 settembre. Un insediamento al 10 di Downing Street potrebbe allentare le tensioni sul processo della Brexit. Nonostante le critiche arrivate dagli stessi conservatori sull’atteggiamento da “Remaineer” del ministro degli Interni, la stessa Theresa May ha ribadito che Brexit significa Brexit e si continuerà a procedere verso l’obiettivo. Osservando l’opposizione i laburisti stanno vivendo un momento particolarmente difficile. La leadership di Jeremy Corbyn è stata messa in discussione da Angela Eagle che ha espressamente dichiarato di volere prendere il suo posto. I mercati hanno reagito positivamente alla decisione di Andrea Leadsom di lasciare la corsa per il ruolo di primo ministro. L’indice FTSE 100 ha mostrato uno spike rialzista importante e anche la sterlina ha recuperato sul dollaro. L’indice UK è sui massimi degli ultimi 11 mesi sulla scia di un aumento di attese su nuove misure espansive da parte della BoE nella prossima riunione del 14 luglio”.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.