Sterlina in ripresa ma è il peggior trimestre dal 2008. Occhio allo yen
Sul mercato valutario sterlina in rallentamento sul dollaro a $1,3438, dopo aver recuperato +1,5% negli ultimi due giorni di contrattazioni. La valuta britannica è orientata a chiudere comunque il secondo trimestre in calo -6,6%, riportando la performance peggiore dal 2008, complice l’esito del referendum sul Brexit.
Tra le valute vincenti, protagonista del trimestre è sicuramente lo yen, che è balzato oltre +9% in questo trimestre, segnando il guadagno record dal 2008.
Guardando alle altre valute, sotto pressione l’ euro sul dollaro, -0,15% a $1,1108. Il dollaro cede sullo yen -0,19%, a JPY 102,63. Lo yen si apprezza anche nei confronti dell’euro, con il rapporto euro-yen -0,36% a JPY 114. L’euro cede inoltre sulla sterlina, -0,25% a GBP 0,8266, e sul franco svizzero è in lieve pressione, -0,09% a CHF 1,0888.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.