Sace: quattro anni in crescita per l’export italiano
NEW YORK (WSI) – Quattro anni in crescita per l’export italiano. Sono le previsioni fino al 2019 contenute nell’ultimo rapporto sull’export italiano – RE-action, Export Calling –, del SACE secondo cui nel 2016 le esportazioni italiane cresceranno del 3,2%, in calo rispetto al +3,8% dello scorso anno, per poi migliorare nel 2017 (+3,8%), nel 2018 (+3,9%) e nel 2019 (+4,1%).
Nonostante l’andamento al rialzo, la crescita attesa per i prossimi anni è più moderata rispetto a quella registrata nel periodo antecedente la crisi economica: tra il 2004 e il 2007, l’export italiano è cresciuto ad un tasso medio annuo superiore (+9,2%).
A livello regionale, gli Stati Uniti resteranno uno dei principali mercati di sbocco per i prodotti e i servizi italiani: secondo le previsioni del SACE, le esportazioni italiane verso gli States dovrebbero crescere del 10,5%.
Breaking news
Le borse cinesi aprono la settimana in negativo, seguendo il trend delle altre piazze asiatiche, dopo le tensioni geopolitiche tra Israele e Iran e i dati sul mercato del lavoro USA che influenzano i tassi di interesse. L’indice Hang Seng di Hong Kong perde l’1,22%, mentre Shanghai e Shenzhen registrano cali ancora più significativi.
NVIDIA ha annunciato una partnership pluriennale con SK hynix volta a promuovere memorie di nuova generazione per infrastrutture globali di intelligenza artificiale. L’accordo mira ad accelerare la progettazione e produzione di semiconduttori, sostenendo la crescita delle fabbriche di IA e l’espansione delle infrastrutture IA in tutto il mondo.
La Borsa di Tokyo e quella di Seul hanno subito significative perdite all’inizio della settimana a causa delle tensioni geopolitiche tra Israele e Iran e delle prese di profitto nel settore tecnologico e AI. L’indice Nikkei ha chiuso in calo del 3,85%, mentre il Kospi di Seul è sceso dell’8,29%.
Le tensioni tra Iran e Israele hanno portato a un aumento significativo del prezzo del petrolio, mettendo a rischio un fragile cessate il fuoco in Medio Oriente. I colloqui di pace sono in stallo, mentre le azioni militari continuano a intensificarsi.