Banco Popolare: sottoscritto il 20% dell’aumento di capitale
MILANO (WSI) – Continuano le sottoscrizioni per l’aumento di capitale del Banco Popolare da 1 miliardo di euro, partito il 6 giugno e che terminerà il 22.
Le sottoscrizioni sono arrivate ad un quinto. Come riporta Il Messaggero, l’aumento è stato sottoscritto per il 20%, con ampie adesioni da parte dei piccoli azionisti retail.
Dalle comunicazioni di Internal Dealing diffuse da Borsa Italiana si apprende che nelle sedute del 6 e 8 giugno il consigliere Fabio Ravanelli ha sottoscritto 78.534 azioni dell’istituto a un prezzo di 2,14 euro per azione, spendendo oltre 168mila euro. A seguirlo a ruota il 9 giugno il consigliere Sandro Veronesi che ha sottoscritto 238.581 azioni dell’istituto a un prezzo di 2,14 euro per azione, spendendo oltre 510mila euro, fino al presidente Carlo Fratta Pasini che, sempre nella seduta del 9 giugno, ha sottoscritto 146.475 azioni dell’istituto a un prezzo di 2,14 euro per azione.
Le ultime indiscrezioni di stampa parlano dell’avvio dei lavori per la fusione con la Banca Popolare di Milano e la prima riunione tra i soggetti incaricati di rendere operativa l’aggregazione sarebbe in programma giovedì.
Breaking news
Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.