Abenomics, il piano giapponese non convince per nulla i gestori
Dilaga lo scetticismo dei gestori di fondi sull’efficacia dell’Abenomics, l’aggressiva politica economica del primo ministro giapponese Shinzo Abe: solo il 16% degli investitori operanti in Giappone, interpellati da AIMA Japan e Eurekahedge, ritiene che sia un successo; l’anno scorso erano il 72%. Secondo il 76% degli intervistati, invece, l’Abenomics si è rivelata un successo solo parziale, mentre per il 44% il potenziale di questa ricetta sarà limitato in futuro; il 9% pensa addirittura che l’Abenomics non abbia ulteriori frutti da offrire.
Allo stesso tempo i gestori ritengono che la banca centrale del Giappone continuerà ancora col quantitative easing quest’anno (la pensa così il 90%), mentre il 79% ritiene che il fondo dei tassi negativi non sia ancora toccato, con la possibilita di ulteriori tagli.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play