Lavazza punta all’estero: entro quattro anni lì il 70% del fatturato
Lavazza punta a consolidare la propria presenza sui mercati esteri, come testimoniano i cambiamenti portati dalla vendita della statunitense Keurig Green Mountain e le acquisizioni dei piccoli produttori Merrild (Danimarca) e Carte Noire (Francia). Il vice presidente Giuseppe Lavazza, intervistato da Cnbc ha manifestato la volontà di accrescere il peso dell’estero sui conti della società:
Il 45% dei nostri ricavi arriva dall’Italia, il 55% dai mercati esteri; nei prossimi tre o quattro anni vogliamo avere il 70% di quota proveniente dai mercati internazionali, su un fatturato totale di 2 miliardi di dollari.
La strategia sarà quella di “raggiungere una certa dimensione e essere rilevanti a confronto dei pezzi grossi. E investire sull’innovazione del brand”, ha detto Lavazza.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo