Consumatori Usa sfiduciati, sfuma speranza nelle opportunità di lavoro
I consumatori americani hanno meno fiducia nelle condizioni attuali. L’indice che misura la loro fiducia è sceso infatti ai minimi di 10 mesi a maggio. Era da sei mesi che l’indice compilato dal Conference Board oscillava stabilmente intorno al livello di 95 punti, ma ultimamente la speranza nella solidità del mercato del lavoro si è affievolita.
Il risultato si poteva prevedere guardando all’andamento dei sondaggi condotti da Bloomberg e Gallup, che sono entrambi scesi ai minimi plurimensili. L’indice della fiducia dei consumatori è sceso a quota 92,6, facendo peggio delle attese che erano ferme a 96,1. Il gap tra il risultato effettivo e le stime è il più ampio da novembre. Il livello toccato è il più basso della forchetta delle previsioni fatte da 68 economisti.

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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play