14:39 martedì 10 Maggio 2016

Unicredit, titolo +4% dopo utili, ma euforia dura poco

Resi noti i risultati di bilancio della banca italiana Unicredit, relativi al primo trimestre del 2016. Immediata la reazione del titolo, che è arrivato a guadagnare anche +4%. L’euforia è durata tuttavia poco, e al momento le quotazioni sono in rialzo +2,5% circa.

Il gruppo Unicredit ha assistito a un calo degli utili netti del 20,8%, a 406 milioni di euro, su base annua, ovvero rispetto al primo trimestre del 2015. Gli utili si sono attestati a un valore migliore delle previsioni del consensus, che avevano previsto un valore a 379 milioni di euro.

Escluse le voci straordinarie e gli oneri di ristrutturazioni delle operazioni in Italia e Austria, gli utili sono stati superiori a 640 milioni di euro.

Il fatturato ha segnato un calo -4,7% su base annua, a 5,476 miliardi di euro, scendendo -2 invece su base trimestrale.

Così l’amministratore delegato Federico Ghizzoni, nel commentare i risultati:

“Per UniCredit la dimensione europea continua a rappresentare un punto di forza in grado di dare stabilità alla propria crescita. La realizzazione del piano strategico procede al ritmo previsto: sono già tangibili sia i risultati legati alla riduzione dei costi, sia quelli collegati alla trasformazione digitale della banca”.

Sul fronte dei crediti deteriorati netti, Unicredit ha assistito a una flessione a 38,1 miliardi (-7,1% rispetto al primo trimestre 2015 e -2% rispetto al trimestre precedente). Il coverage ratio si è attestato a 51,7%. Le sofferenze nette hanno segnato un lieve rialzo a 20,2 miliardi. Il rapporto sofferenze nette/crediti totali netti è stabile a 4,2%, con un tasso di copertura al 61,2%.

Riguardo all’outlook fornito dalla banca, nella nota si legge che:

“il lento ma continuo consolidarsi della ripresa economica europea continuerà a supportare i risultati del gruppo nel corso del 2016, facilitando il miglioramento della qualità degli attivi, combinato al continuo impegno del gruppo al contenimento dei costi e alla crescita delle commissioni”.

UniCredit ha chiuso 92 sportelli nel primo trimestre del 2016, con il totale delle filiali che è sceso a 6.842 (519 in meno su base annua, ovvero rispetto a marzo 2015). Il numero totale dei dipendenti è calato di 1.050 unità a 124.459 (-3.804 dal primo trimestre 2015). Le spese per il personale sono diminuite del 3,1% annuo a 2 miliardi.

Ancora Ghizzoni:

“Nel primo trimestre dell’anno abbiamo realizzato un utile netto in significativa crescita rispetto al trimestre precedente e superiore a 640 milioni di euro escludendo partite straordinarie negative, malgrado un contesto di mercato decisamente difficile e impegnativo. I nostri coefficienti patrimoniali confermano la solidità del gruppo, mentre continua a migliorare la qualità dell’attivo: scendono sensibilmente i crediti deteriorati, le sofferenze nette appaiono stabilizzate con un tasso di copertura superiore al 61%, il più alto tra le banche italiane”. Ancora: “L’attività commerciale è più che soddisfacente, come mostra l’andamento delle commissioni da investimento in Italia. UniCredit è fortemente impegnata nel sostegno all’economia reale in tutti i Paesi dove opera: il nuovo credito erogato nei primi tre mesi del 2016 ha raggiunto i 15 miliardi di euro”.

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