Disastro ambientale in Brasile potrà costare 38 miliardi a Bhp Billiton e Vale Sa
La magistratura brasiliana ha depositato una causa civile che potrebbe costare 155 miliardi di real (quasi 38 miliardi di euro) a Samarco Mineração e alle società controllanti, Vale SA e il colosso minerario Bhp Billiton. Questo il primo punto fermo raggiunto dopo mesi d’indagini seguite al disastro dello scorso 5 novembre, nel quale il crollo di una diga, nello stato di Minas Gerais, ha provocato la morte di 19 persone e contaminato il principale fiume della zona, il Rio Doce. Secondo gli inquirenti i danni del crollo sono stati calcolati sulla base di quelli del caso Deepwater Horizon negli Stati Uniti: la fuoriuscita di petrolio che, nel 2010, costò 53,8 miliardi alla Bp.
Vale e Bhp al momento dichiarano di non aver ancora ricevuto la comunicazione formale della causa legale. Le azioni Bhp Billiton sono in forte ribasso al momento: -7,05 a 813,6 sterline.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.