Euro ai massimi in nove mesi oltre $1,15. Oro supera $1.300
Sul valutario, attenzione al rapporto di cambio cambio -euro-dollaro, che prosegue la sua corsa e supera la soglia di $1,15.
La moneta unica si attesta al massimo in nove mesi, sulla scia del dato complessivo sull’attività manifatturiera dell’Eurozona, che è stato rivisto al rialzo. L’indice PMI finale si è attestato di fatto a 51,7 punti, meglio dei 51,5 precedentemente resi noti.
L’euro ha superato quota $1,15 per la prima volta dallo scorso agosto.

Il calo del dollaro ha fatto schizzare al rialzo le quotazioni dell’oro, che hanno superato la soglia di $1.300 l’oncia, mentre l’argento è volato oltre $18.
Di seguito il grafico dell’oro.

E dell’argento.

Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.