Cina: “Ue non interferisca negli affari di Hong Kong”
“Chiediamo che l’Unione Europea cessi d’interferire negli affari di Hong Kong”, così Hua Chunying, portavoce del ministero degli Esteri della Cina, in una conferenza stampa di martedì.
“Le questioni di Hong Kong sono puramente un affare interno della Cina. Nessuna forza esterna dovrebbe interferire. Chiediamo all’Unione Europea di tenere d’occhio le proprie parole e atti per fermare immediatamente l’interferenza negli affari di Hong Kong”, ha dichiarato Hua.
La presa di posizione di Pechino risponde a un report dell’Ue assai critico sulla situazione di Hong Kong. Il documento descriveva anche il caso di cinque librai scomparsi a fine 2015 (due di loro avevano anche la cittadinanza europea), e, successivamente indicava come il ritorno della sovranità cinese Hong Kong potrebbe minare il suo status di centro finanziario internazionale.
Dal ministero degli Esteri viene messo in risalto che il modello “un Paese, due sistemi” è stato efficacemente implementato con la garanzia dei diritti di libertà pienamente riconosciuti ai cittadini di Hong Kong.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
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tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play