Commonwealth Bank: petrolio compreso fra 35-55 dollari da ora al 2020
La ripresa dei prezzi del petrolio non riuscirà ad essere così pronunciata, a causa della concorrenza dello shale oil pronta a ripartire non appena i prezzi torneranno a giustificarne nuove estrazioni: la previsione di Commonwealth Bank pone tra 35 e 55 dollari al barile il prezzo del greggio per quel che resta del decennio.
“I prezzi dovrebbero salire in media nel secondo e terzo trimestre del 2016 poiché l’offerta dagli Stati Uniti continua a scendere mentre avviene un rialzo della domanda, ma gli alti inventari Ocse, l’output di greggio iraniano in aumento e la ripartenza potenziale della produzione shale americana intorno ai 55 dollari al barile dovrebbe condurre il petrolio di nuovo verso il basso nel quarto trimestre del 2016 e il primo del 2017”, scrive Vivek Dhar, analista del settore minerario e delle commodity energetiche presso CBA.
Inoltre, prosegue l’analisi, la produzione dell’Iran dovrebbe riportare verso l’alto la produzione globale di un aggiuntivo milione di barili al giorno; dopo il 2017, invece, il prezzo del petrolio dovrebbe arrivare in area 50-55 dollari, entro metà del 2018, prima che un’altra tornata di riprese della produzione shale torni ad agire da freno ai prezzi.
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