“Il maggiore rischio per l’azionario asiatico è il ritorno sul dollaro”
“I policy maker asiatici non scambieranno il rally di marzo per un segnale di rinnovato appetito per il rischio, ma continueranno ad attuare le politiche necessarie a rafforzare le rispettive economie”, questo il commento di Christopher Chu, fund manager per azionario asiatico presso Ubp, in merito alla ripresa del mercato orientale del mese scorso. Dopo i primi due mesi assai problematici il guadagno del primo trimestre è stato circa dell’1,3% per l’indice MSCI Asia Ex-Japan. Per le prossime settimane, scrive Chu, i maggiori rischi per il mercato asiatico saranno la “volatilità del dollaro americano causata da problematiche politiche, oltre che un ulteriore ribasso della crescita globale; i timori legati a uno scenario di Brexit, a crisi migratorie, o a una retorica populistica nella campagna elettorale per le presidenziali americane”, fattori che “potrebbero spingere gli investitori a ritornare sul dollaro, in un contesto di accresciuta volatilità”.
Per quanto riguarda le economie dell’area “la persistente forza delle economie guidate dal mercato interno dovrebbe contribuire a controbilanciare la debolezza estera”, scrive Ubp, che prevede scenari di crescita, in particolare, in Indonesia, Tailandia e nelle Filippine a causa della reipresa della spesa pubblica.
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