Usa: Ism manifatturiero in espansione per prima volta in sei mesi
ROMA (WSI) – Oltre al report occupazionale, dal fronte macroeconomico Usa è arrivata anche la pubblicazione dell’Ism manifatturiero, che per la prima volta in sei mesi si è attestato al di sopra della soglia di 50 punti, confermando così una fase di espansione.
L’indice ISM è salito a 51,8 punti a marzo, contro i 49,5 di febbraio, meglio dei 51 attesi dal consensus.
In crescita le componenti dei nuovi ordini e della produzione, salite per il terzo mese consecutivo, mentre la componente dell’occupazione si è contratta a un ritmo più veloce. D’altronde, proprio dal report occupazionale pubblicato oggi è emerso che le aziende manifatturiere hanno tagliato ben 29.000 posti di lavoro a marzo: si tratta della flessione più forte, in un mese, dal 2009.
La componente dei prezzi è salita di 13 punti percentuali, a 51,5 punti, confermando il primo incremento dei prezzi delle materie prime dall’ottobre del 2014.
In ogni caso, in una nota ai clienti Ted Wieseman, economista presso Morgan Stanley, ha affermato che:
“il debole numero degli occupati nel settore manifatturiero e i dati sulle ore lavorate del report occupazionale che indicano un calo nella produzione industriale di marzo tolgono un po’ di smalto alla ripresa”.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.